vacanze estive un italiano su due ci sta già pensando

vacanze estive un italiano su due ci sta già pensando

I numeri sono numeri e non lasciano adito ad interpretazioni: i dati relativi alle prenotazioni aeree e ai soggiorni in campeggio per i prossimi mesi e, segnatamente, per le vacanze estive, fanno ben sperare per la ripresa del comparto turistico.

Lo rileva uno studio dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di Isnart e Unioncamere che dimostra come un italiano su due stia già pensando alle vacanze da fare questa estate.

Nonostante i colori della propria e altrui Regione o l’insicurezza sulla disponibilità o meno dei vaccini, gli italiani hanno deciso di tornare presto a viaggiare e, per l’80% degli interpellati, questo significa convintamente Italia (solo nel 2019, periodo pre-pandemico il dato era al 23%).

Il nostro Paese resta, quindi, la scelta numero uno per le prossime vacanze degli italiani, sulla falsariga di ciò che era accaduto la scorsa estate, quando 27milioni di italiani hanno trascorso la villeggiatura in una località del Bel Paese.

Se nel 2020 a mancare d’estate d’estate fu il turismo straniero, con ogni probabilità questo andamento verrà confermato anche nella prossima stagione estiva, specie nelle città d’arte, che fino all’era pre-Covid intercettavano il 38% dei flussi turistici.

Tra i principali marcatori della prossima stagione estiva, c’è sicuramente l’effetto camino, ossia l’opposto dell’overtourism che avveniva in epoca pre-pandemica.

Se molti sceglievano una meta perché di moda, perché Instagrammabile e perché non si poteva non andarci ora il trend è di andare dove non va nessuno, per non incontrare nessuno.

Se l’anno scorso abbiamo avuto poco tempo per pensare a una destinazione, ora abbiamo avuto un anno intero per studiarla e sceglierla.

Ma quali sono i modelli turistici più diffusi, secondo questa indagine?

Tutto ciò che porta a viaggiare portando con sé il proprio materasso, ossia camper, roulotte e barche; con una percentuale imbarazzante di chi ha deciso per una di queste modalità di trascorrere le vacanze estive, con percentuali assolutamente simili (38, 38 e 24%).

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