Turismo: ma davvero Bisceglie non ci vuole?

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turismo: ma davvero Bisceglie non ci vuole?

di Luca Stella

Mi è giunta una lettera in formato posta elettronica qualche ora fa il cui contenuto denuncia l’opposto di ciò che a una prima, superficiale, visione potrebbe apparire.

E’ un grido d’amore verso una città, Bisceglie, da parte di un rappresentante di un nutrito gruppo di turisti itineranti, poco importa se essi siano camperisti, caravanisti o campeggiatori sì ma con altri strumenti.

Sappiamo per certo che è vero, l’ho verificato di persona, stranamente il campeggio La Batteria di Bisceglie, per il secondo anno consecutivo, non è rimasto aperto per Pasqua. Un atto gravissimo, visto che si tratta del solo campeggio in riva al mare di tutto il Bacino del Mediterraneo ad aver mancato l’appuntamento, con tutto quello che sappiamo di negativo, perché se Pasqua rappresenta il lancio per la stagione, è anche vero che subito dopo arriva la Pentecoste, con il nutrito numero di turisti stranieri che giungono nella penisola italiana in modo massiccio.

Come giustamente ricorda il lettore, si tratta di soldi, e tanti, visto che il campeggio di Bisceglie è del tipo “campeggio famiglia” e non un campeggio di lusso. sappiamo difatti che i campeggio di fascia alta lavorano solo due mesi all’anno, qualcuno ma non in riva al mare riesce ad arrivare a tre e lavorano con turisti che soggiornano per pochi giorni e non spendono in città, mentre i campeggi famiglia fanno lavorare le attività commerciali di tutto il circondario.

Ecco perché il lettore lancia un grido di dolore perché il suo folto gruppo, peraltro non il solo, crede in Bisceglie, voleva soggiornare in quel campeggio, ci ha provato per due anni di fila e per due anni consecutivi è stato posto un cancello chiuso innanzi al loro desiderio.

Non sappiamo i motivi di questo scandalo biennale, sappiamo però, voglio rassicurare il buon Nicola, che Bisceglie e i biscegliesi non hanno nulla contro il turismo; le responsabilità di questo triste spettacolo, che ci sono e vanno indicate senza “se” e senza “ma”, non devono, né possono ricadere su una intera comunità inerme.

Caro Nicola Saramagna, troviamoci assieme al campeggio, andiamo assieme a mangiare in un meraviglioso ristorante fronte porto, parleremo della storia e della cultura di questa città unica. Sono disposto a dimostrarle, nei fatti, che Bisceglie è ben altro che un cattivo esempio biennale e che i biscegliesi sono a favore del turismo, tutti. O meglio, tutti tranne uno o due.

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