Roulotte questa me la dovete spiegare

roulotte Lunar Delta TI

Roulotte questa me la dovete spiegare

Buongiorno.

Mi chiamo Alessandro Baraldi e vi scrivo perché devo capire una cosa.

Io sono un caravanista e sono uno dei quattro italiani che hanno comperato una roulotte Lunar alla fiera di Lugano proprio poche settimane fa.

Per essere precisi, una Delta TI, in pratica la doppio asse della Clubman SI che era presente in fiera a Lugano.

Avete letto bene, siamo in 4 italiani ad andare espressamente in Svizzera, in fiera a Lugano per comperare una roulotte nuova.

Non è esterofilia, o chissà cosa, semplicemente sono stato rimbalzato dai concessionari italiani.

In 5 appena entrato alla mia richiesta di vedere le roulotte nuove mi hanno risposto: “non ha pensato a un bel camper?“.
Volevo far presente loro che solo un venditore incapace dice una frase del genere, come se in una concessionaria di auto, chiedo una coupé e mi rispondono: “ha mai pensato a una bella monovolume?“, o da un fruttivendolo, chiedendo cavoli: “ha mai pensato a delle belle banane?“. Frasi stupide, inutile nemmeno spiegare a chi le dice quanto lo siano, se le dice non ci arriva.

In altre chiedo la disposizione che cerco e mi cercano di convincere su altro, perché la ditta che rappresentano non le ha a catalogo.

Lunar Delta TI
Lunar Delta TI

Poi ci sono quelli che offendono, dicendo che “sono dimensioni da stanziali“. Bene, io stanziale non lo sono e non credo sia corretto dare giudizi sulle deicisoni altrui, ma devono vendere o raddrizzare il mondo al loro volere?

Quando poi ho detto che puntavo su una inglese, apriti cielo, tra chi non conosce nemmeno i marchi, altri che mettono in guardia: “attenzione ha la porta d’ingresso sull’altro lato!“, come se su un rimorchio fosse chissà quale problema.

Risultato finale: ho passato il confine che tanto è a pochi chilometri da casa, ho dato i soldi a un loro collega straniero, contenti loro, e mi ritrovo con una bellissima roulotte, che è il sogno mio e della mia signora, con buona pace loro e, visto che si lamentano dellla crisi, che ci riflettano un pò sopra. Immagino che quattro roulotte vendute da un concessionario in una fiera non siano proprio poche poche, o no?

Perdonate lo sfogo, ma spero veramente che la Prima Festa delle Roulotte Itineranti serva a far capire a certi zucconi che il mercato è anche questo e i guadagni stanno anche qui. E che quando dicono ai clienti: “in fondo è un mercato ormai ridotto a pochi pezzi” che facessero un bell’esame di coscienza perché trattando così le gente è ovvio che lo diventa.

Poi devo ammettere che qualche rara perla l’ho trovata e mi dispiace non aver comperato da loro ma niente da fare, quella pianta non c’era. Però la maggioranza…

Alessandro Baraldi

9 comments

Buongiorno Alessandro,

leggere il tuo racconto è per molti appassionati di roulotte déjà vu, almeno in Italia.

Faccio parte del Comitato organizzatore della festa delle Roulotte e sicuramente tu hai descritto esattamente il nostro malessere e il motivo per cui la festa è nata.

Per quanto riguarda i Concessionari che vendono roulotte in Italia con competenza e professionalità, sia nella consulenza alla vendita che nel post vendita, hai proprio ragione: se ne contano sulle dita di una mano.

Però su questo vedo che hai le idee chiare, e permettimi un esempio, se sono un amante del buon vino e il ristorante mi presenta una carta dei vini incompleta, semplicemente cambio ristorante ed amici come prima. Per la pianta che cercavi sei potuto andare a Lugano e trovare il vino e l’annata che fa per i tuoi gusti.

Il problema in Italia, è che a moltissime persone, famiglie, appassionati di PleinAir, nessuno ha mai fatto assaggiare il vino, e quando entrano in un ristorante dicendo che hanno sete, gli viene proposto solo un Moet & Chandon Dom Perignon costosissimo e che forse non serve nemmeno a pasteggiare.

Uscendo dalla metafora, avvicinarsi al campeggio con un veicolo ricreazionale è sicuramente positivo per una famiglia, ma avvicinarsi al primo concessionario, senza avere le giuste conoscenza porta alla frustrazione: alla famiglia verrà proposto un nuovo da almeno 60.000 di spesa o un usato da minimo 30.000 euro e sopratutto, salvo le poche eccezioni, nessuno chiederà loro che tipo di vacanze fanno, che budget hanno, cosa si aspettano dal mezzo che sceglieranno.

La Festa delle Roulotte ha come ambizioso progetto quello di gettare le basi della nuova Storia della Roulotte in Italia: tutto quello che si è perso nei lunghi anni del Camper-monopolio, cercheremo di recuperarlo nel più breve tempo possibile.
Le 4 realtà che organizzano la festa hanno firmato una lettera di intenti, stanno perfezionando le ultime pillole di tutorial destinati in primis ai concessionari, ma anche ai potenziali acquirenti, che in modo del tutto gratuito potranno conoscere le informazioni di base e scegliere con consapevolezza il mezzo che più al caso loro!

Sperando che a nessuno venga più rifilato solo champagne, ma che a tutti sia permesso di degustare una carta dei vini completa.

Signora Turchi e signor Baraldi. Sono campeggiatore dall’estate 1952 con la solita trafila: Minicanadese/moto (Lambretta), Canadese/auto (viaggio di nozze; primo figlio), all’arrivo del secondo: Casetta, Caravan, Camper. Per anni, tolto qualche ponte sostanzioso, per me e mia moglie l’uso di questi “mezzi” è coinciso sempre con i giorni di ferie: a volte “stanziali”, a volte “itineranti”. Quando sono arrivati i pargoli, per mia moglie il programma è cambiato: partenza metà maggio, ritorno fine settembre. Ovviamente campeggio fisso. Questo finché i figli, prima uno e poi l’altra, hanno iniziato ad andarsene per conto proprio. Dopodiché noi due “matusa” abbiamo ricominciato a girare, con la caravan, passando le ferie qua e là. Ed è stato in questi “tour” che abbiamo constatato alcune difficoltà legate all’uso di questo mezzo: in pratica non si può sostare altro che nei campeggi; è alquanto difficoltoso transitare e fermarsi nei piccoli centri, specialmente se in collina, per visitare qualche opera d’arte, musei, ecc. Non ultimo la scomodità e la fatica per piazzare e spiazzare la caravan una volta arrivati a destinazione. Da qui la decisione, una quindicina da anni fa, di passare al camper. Scelta più ché azzeccata adattatissima al nostro modo d’intendere la vacanza itinerante. Per la cronaca: con la caravan, oltre che l’Italia centromeridionale, abbiamo girato in Austria, Francia, Jugoslavia, Grecia, Turchia, anche fuori dalle solite rotte “turistiche”. E, a parte gl’incovenienti citati, siamo sempre rimasti soddisfatti. Lo scopo di questa lunga relazione è far capire ai neofiti, come giustamente Voi fate osservare, che occorre ponderare attentamente le motivazioni di scelta per l’uno o l’altro mezzo; purtroppo la maggioranza dei rivenditori non è, o non vuole essere, in grado di indirizzare onestamente l’acquirente. Pertanto…. auguri!

Tre semplici considerazioni:
I Complimenti per la caravan, splendida!
II Veri zucconi senza professionalità.
III …e gli svizzeri, giustamente e intelligentemente pronti a sfruttare le nostre mancanze, ci bagnano il naso un altra volta!
Da un cittadino italiano che abita a 1 Km. dalla “ramina” si alza un grido disperato:
“INVADETECI BITTE!!”

Alessandro Baraldi, io lo stesso. A pochi chilometri anche io dal confine ho comperato alla fiera svizzera del San Gallo, poche settimane fa.
Sottoscrivo tutto tranne un particolare, la mia caravan era una Tabbert, quindi commercializzata in Italia!!!
Se vogliamo con me non vale nemmeno la scusa di una caravan non importata ufficialmente.
E che servizio mi hanno dato in Svizzera!!!!
Pasquale Remondelli

La cosa incredibile è che parliamo di roulotte sopra i 25mila euro, quindi un bel guadagno per chi ne capisce di commercio e di guadagno.

– Michela Turchi, complimenti, saottoscrivo tutto quello che hai scritto
– Alessandro Baraldi e Pasquale Remondelli, vi capisco. Anche io sto riflettendo per il prossimo acquisto che avviene tra poco e anche io ne avrei da scrivere… Poi mi ricordo che abito a 13 chilometri dal confine e quindi chi se ne frega, se mi spingono ad andare al di là del confine, significa che sono contenti così.

Comunque solo in questo settore ho mai sentito frasi dei venditori tipo: “io non credo nelle roulotte”.
Ma ci sei o ci fai? Tu devi vendere non credere, fai il venditore non il prete!!!!

Il venditore vende tutto e al massimo delle possibilità, se è capace altrimenti non è un venditore.

Volete ridere?
Io il mio camper nuovo comperato in Canton Ticino.
Quando poi il concessioanrio italiano mi chiama, racconto che non lo compero da lui e mi dice “ah, se lo prende in svizzera vuol dire che ha i soldi lì”.
Ohhhhhhhhhhhhhhhhhh, svegliaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!
E’ un camper non un rolex, si immatricola con targa italiana quindi tutto deve essere pulito e regolare e poi faccio l’impiegato che soldi ho in svizzera, per comperare i cioccolatini e i dadi da brodo???????
Piuttosto che fare un esame di coscienza e capire che è cambiata l’aria e bisogna vendere in modo serio, no, piuttosto si sparano cretinate senza nemmeno riflettere.
Bravissimo!!!!! Un genio!!!!! Mi ha confermato che ho fatto bene a evitarlo!!!!

Gentile Alessandro ho letto ora la sua storia della roulotte comperata in Svizzera mi trovo anch’io in questo periodo di girare qua e là per trovare qualcosa di mio gusto e anche prezzo buono .. Ho visto che appunto in Svizzera costano un bel po meno quello che risparmio lo dovrei però pagare in dogana oppure com’è si può fare …È vero che per sdoganare costa tanto! Anch’io sono della zona ma nessuno mi da consigli lei mi può forse dare un consiglio giusto ?le chiedo scusa per assermi permessa tanto e cordialmente la saluto .

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