portamoto e portabici disperata lettera degli operatori al Ministro Salvini “così chiudiamo”

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da alcuni qualificati ed importanti operatori del comparto portamoto e portabici per camper e caravan riceviamo e volentieri pubblichiamo

Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

OGGETTO: La Circolare n.25981 del 6.9.2023 e successive ci stanno “uccidendo”

Egregio Signor Ministro,

Le scriviamo questa lettera aperta in merito alla recente circolare Circolare del MIT – Dipartimento per la mobilità Sostenibile, Dir. Gen. Per la motorizzazione e per i servizi ai cittadini e alle imprese in materia di trasporti e navigazione n.3, prot. n. 25981 del 6.9.2023.

Rispetto alle precedenti circolari in materia (2522/4332 D.C.IV n. 103 del 27/11/1998; 1906/4120 B41 del 6/5/1999 e 01/M368 del 2/1/2003) questo nuovo provvedimento stravolge le condizioni di ammissibilità per l’aggiornamento della carta di circolazione a seguito di installazione di strutture portabici e portamoto su veicoli camper e caravan e ci pone nella impossibilità di proseguire la nostra attività.

Una disciplina che, peraltro, si pone in contrasto con il Regolamento ECE R26 recante Disposizioni uniformi concernenti l’approvazione di veicoli per quanto ne riguarda le sporgenze esterne.

Il contenuto della suddetta circolare e l’incertezza sulle modalità di applicazione della stessa hanno causato a tutte le imprese firmatarie del presente appello e in generale alle aziende del comparto accessori per camper e caravan che producono e/o commercializzano dispositivi portabici e portamoto per camper regolarmente omologati secondo le direttive UE/ECE un drammatico calo del fatturato negli ultimi mesi, in taluni casi quantificabile addirittura tra il 40% e il 60% del totale.

Una situazione di crisi che, stando così le cose, è destinata a protrarsi nei prossimi mesi. Per molte imprese del settore, questo significa la cessazione delle attività nel giro di poche settimane.

Caro Ministro, comprende bene che le ripercussioni di queste circolari stanno realmente mettendo a repentaglio centinaia di posti di lavoro all’interno di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, che sono così destinate alla chiusura. Le chiediamo pertanto la rettifica o l’abrogazione della suddetta circolare 25981 del 6.9.2023.

Confidiamo nella volontà del governo, attraverso la funzione importantissima del suo Dicastero, di voler tutelare le aziende (e le centinaia di posti di lavoro ad esse collegate) la cui sopravvivenza è seriamente a rischio.

La salutiamo cordialmente

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