Caro Camperista ma in che schifezza di mondo vivi? Parliamone…

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camperista

di Luca Stella

In uno dei tanti gruppi Facebook dedicati ai camperisti, AXAVIAN Media per conto di Newscamp.info ne ha calcolati ben 172 sopra i 40mila fan, qualcuno pubblica un post perché mentre era in viaggio in Germania incrocia un camion che trasporta camper della Hymer.

Hymer? Beh, veramente scrive “himmer“, ma sappiamo bene che trattasi di un banale errore, che ai più non capita, ma capita.

Adesso veniamo al busillis, questo camperista, in vacanza, mentre guida il suo veicolo ricreazionale, mentre supera questo camion che trasporta autocaravan nota che uno di questi v.r. ha una crepa posteriormente. E cosa va a pensare? Un dubbio atroce lo attanaglia, roba che manco le telefonate tra Trump e Putin producono a livello mondiale una egual tensione: “e se si infiltra, lo vendono comunque come nuovo?“.

Marco Giannelli
ecco l’intervento di Marco Giannelli

Deve intervenire l’ottimo Marco Giannelli, responabile vendite del marchio tedesco in Italia, per ristabilire la verità. I camper non erano in viaggio verso un concessionario ma verso l’azienda, dove sarebbero stati riparati e destinati a usi differenti dalla vendita.

Ora, caro camperista, una domanda te la poniamo noi: “ma in che razza di mondo vivi?“, “quali problemi irrisolti ti porti dietro dalla tua infanzia?“, “ma come si può anche solo ipotizzare una cosa simile?“, “ma davvero si può pensare che la Hymer è piena di buzziconi morti di fame che speculano su una cosa del genere?“, “pensare a una sciocchezza del genere non rischia di autorizzarci a pensare a come ti comporti sul lavoro?“. Insomma, se si ipotizza uno schema simile, vuol dire che in qualche modo esso è familiare.

Mi piacerebbe pensare a un camperista come costui che entra magari in un mega-store come quello di Camping Sport Magenta, oppure in uno storico centro vendita con una nomea eccellente come Magli o, ancora, in un neo concessionario del marchio di Bad Waldsee ma anch’egli con una ottima nomea come CamperLike e pone una domanda del genere. Ovvio che solo educazione e professionalità possono trattenere il venditore da ridere a crepapelle.

Adesso siamo noi che lanciamo un appello: per favore, un pò di rispetto per la libertà. Libertà non significa scrivere la prima cosa che viene in mente, quella è anarchia e nemmeno della miglior specie. Un essere che ha superato l’adolescenza si presume che sia maturo abbastanza per sapere che un uomo non fa quello che può o quello che vuole ma, da persona matura, quello che deve. Il dovere è rispettare la libertà e libertà significa informarsi adeguatamente prima di scrivere o tacere. Anche non per sempre, però magari un pò di più sì, grazie a nome di tutti.

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