di Luca Stella
Lo avevamo accennato nel precedente editoriale che porta la mia firma, perché è ovvio che bisogna avere il coraggio di firmarsi e rendersi responsabili di ciò che si asserisce: mentre tutto il mondo fieristico applaude ai risultati che sta ottenendo CarraraFiere, c'è il sospetto (sospetto, si badi, non certezza, ma sospetto rimane) che per motivi che potrebbero anche esulare dal mero interesse camperistico o caravanistico, si utilizzino vere o presunte manchevolezze della città di Carrara per portare acqua al mulino di altri. Acqua che ovviamente sottoindenderebbe soldi, quattrini.
Tanto si sa che ogni volta che qualcuno eleva una crociata contro questo o quel Comune, c'è sempre il servo muto, sordo e cieco che segue il leader. Oddio, a essere sinceri qui di leader non se ne vedono e fingo di non ricordarmi la lingua milanese dove tale termine, già ai bei tempi del Derby veniva associato ad altro; magari si vedono leadericchi, quelli sì.
In aiuto dei sospetti che aleggiano tra gli addetti ai lavori ma anche tra i camperisti e i caravanisti, ecco che arriva il comunicato di CarraraFiere che in modo chiaro e inequivocabile dice che non è vero, non ci sono divieti specifici per i camperisti, ma un unico divieto su un pochi metri di strada, per qualche mese all'anno, in un tratto di strada non certo memorabile per i turisti itineranti e che vale per qualsivoglia tipologia di veicolo, inclusi anche quelli per il trasporto merce di piccolo cabotaggio per i quali sembra particolarmente indicato.
Non solo, ma se da una parte il Comunicato è un invito nemmeno troppo sottile a smettere di scrivere cose non vere, pena la querela, dall'altra invita chiunque a visitare il sito e a verificare. Insomma, prima regola che vale per chiunque scriva non nel segreto di un libercolo che leggerà poi la nipotina tra trent'anni, ma rivolto comunque a una platea, qualunque essa sia: attenzione, la comunicazione ha delle regole precise.
La prima è che bisogna essere onesti, leali e corretti. Quindi se qualcuno invita a verificare prima di prendere posizione, non è obbligatorio ma sicuramente educato e corretto verso il pubblico, quello di andare a verificare, a controllare. E questo significa non mandarci l'amico, non il conoscente e non dopo aver preso posizione, ma lo scrivente deve andare prima di scrivere. Ma soprattutto onestà e lealtà, a nostro modesto avviso, signifcano anche avere il coraggio di firmarsi per nome e cognome, senza trincerarsi dietro sigle, organizzazioni, associazioni o altro.
"Fuori le palle", questo il senso dell'invito che ha rivolto Stefano Campanelli, Presidente di Anfia-Apc nel suo intervento di apertura alla recente fiera di Mondo Natura (e per chi se lo fosse perso, lo abbiamo pubblicato il filmato in edizione integrale).
Non è più tempo di servi sciocchi, o come ripeteva Stalin di "utili idioti", termine con cui lui indicava il Partito dei Contadini in URSS. Nessuna offesa o riferimento ad altri, si badi, ma l'utile idiota associato a Stalin è una categoria storica, ci mancherebbe. E forse è il caso di analizzarlo bene.
Il Partito dei Contadini sapeva che il regime instaurato dai Soviet prima e da Stalin poi era di tipo dittatoriale ma erano convinti che con le elezioni si potesse prima o poi andare al potere e sovvertire quel regime. E Stalin diceva appunto che quelli erano "utili idioti" perché credevano in buona fede in qualcosa che non si sarebbe mai potuto ottenere. La sola cosa che hanno ottenuto è stata quella che in 70anni di URSS le Nazioni Unite non hanno mai potuto definire quel sistema come "dittatoriale" proprio perché l'aspetto democratico veniva legittimato da quel misero 2% di voti che prendevano a ogni elezione-farsa.
Ecco, in questa storia dove, lo ripetiamo, vediamo aggirarsi interessi economici e quindi soldi, cari lettori di Newscamp se qualcuno vi dice qualsiasi cosa su Carrara, ANDATE A VEDERE DI PERSONA, non fidatevi di nessuno. I vostri occhi valgono più di mille urlatori, più di centinaia di imbonitori, più di decine di foto passate a Photoshop. E se non potete, non prendete posizione. Democrazia non significa farsi una idea di qualunque cosa comunque sia e a prescindere. Democrazia significa analizzare, verificare e crearsi una precisa opinione, questa sì, qualsiasi essa sia e degna del massmo rispetto. Ma solo dopo e non a prescindere o per sentito dire.
Verificate di persona, state ben attenti. Qui ci sono interessi grossi in ballo e come diceva mia nonna da brava mantovana: "il mugnaio alla sera per quando cerchi di lavarsi le mani bene, va a letto comunque con un pò di farina fra le dita".
Siate in malafede, dunque, e giova ripeterlo, dubitate e verificate di persona e poi legittimamente prendete pure la posizione che volete ma dopo aver verificato di persona.
Una persona ha lasciato un commento 1. complimentiroberto vanni, UnregisteredDirettore Stella, come da Ella suggerito ho verificato di persona e Le devo dare ragione.
Posted 19/07/2010 ; 13:09:35 |