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Parma? Mi manchi Stampa E-mail
Pubblicato da Redazione   
mercoledì 11 novembre 2009
parma mi manchi meglio la fiera li' che a riminidi Luca Stella

Nota: era il 23 settembre 2002 e questo editoriale appariva su ABCamp e ripostato pure da altre testate cartacee di settore (in un caso, il pavido direttore tagliò il pezzo in alcuni punti per paura di dispiacere a qualcuno a Rimini, quindi se lo rileggerete con tagli sapete già la faccia di culo che questo signore dovrà avere  forse l'anno prossimo per presentarsi con i suoi associati altrove). Adesso che pare deciso che Anfia-Apc non parteciperà più a Mondo Natura abbiamo deciso di ripubblicarlo, giusto per ricordare. Ovviamente non sappiamo ancora se si svolgerà una fiera alternativa o dove, ma siccome a suo tempo avevamo preso una posizione netta e chiara, riteniamo utile ribadire il concetto.

La conclusione della kermesse riminese impone alcune riflessioni e una spiegazione ai nostri lettori, che non ci vedranno presenti il prossimo anno, nel caso malaugurato in cui si dovesse rifare in quel di Rimini.

Iniziamo col dire che Rimini, ex-capitale del turismo europeo, e' geograficamente posizionata in modo tale da essere difficilmente raggiungibile da alcune regioni del nord Italia; soprattutto per quelle comprese nella cosiddetta area Nielsen 1, ovvero quella zona che registra la maggior presenza di turisti open air e un giro d'affari importante per il settore.

Insomma, quali che siano i motivi che hanno spinto a scegliere come sede Rimini, sembra che si sia cercato a tutti i costi di scoraggiare i visitatori provenienti dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Liguria, ma anche dal Friuli e da buona parte del Veneto.
Se Parma valeva una visita, venendo da Milano o da Torino, fattibile in giornata, per andare a Rimini bisogna partire il pomeriggio, visitare Mondo Natura il giorno seguente, pernottare ancora e, quindi, fare ritorno a casa il terzo
giorno. Diventa una perdita di tempo e una fatica demotivante. Prova ne sia che il nostro monitoraggio ha confermato come le concessionarie dell'area Nielsen 1 fossero piene di visitatori proprio durante i giorni di fiera.

Se Mondo Natura deve fare da volano al mercato, la scelta attuale favorisce i pochi a scapito dei molti. Complimenti a chi ha adottato tale decisione. Parma e' agevolmente raggiungibile da tutte le maggiori direttrici del nord, del centro e del sud Italia; come sanno anche i sassi, infatti, la parte peninsulare della nostra nazione si presta male alla realizzazione di manifestazioni fieristiche e quegli Appennini che dividono la parte orientale da quella occidentale sono li' a ricordarlo a
tutti, da millenni.

Ma se la cittadina romagnola e' una scelta infelice e perdente, lo e' anche il nome scelto per la manifestazione che dovrebbe rappresentare il settore. Una prova? Cari lettori, andate da qualche amico che non conosce nulla del nostro mondo e chiedetegli, secondo lui, a Mondo Natura cosa dovrebbe trovare. Chi crede che sia una fiera di prodotti biologici, chi pensa sia una manifestazione dei Verdi, chi arriva a ipotizzare una fiera del riciclo. Insomma, non bisogna essere dei geni del naming, per capire che Mondo Natura e' sbagliato, crea confusione, false attese e, cosi' come il luogo geografico della manifestazione, allontana invece che attirare.

Passiamo ora al quartiere fieristico: un disastro completo. I padiglioni sono bellissimi, splendidi, da gara internazionale di progettazione architettonica; peccato che i nostri cari lettori si recano li' non per una sfilata di eleganza ma per avere un contatto diretto con il mercato. I padiglioni sono realizzati come si usa nel centro e nord Europa, con ampie vetrate. Ora, qualcuno si chiedera' come mai in quella parte del continente si utilizza questa tecnica, mentre da noi i padiglioni sono scuri, bui, addirittura con pareti di colore nero (vedasi cosa ha fatto al Lingotto un certo Renzo Piano che e' soltanto il piu' grande architetto del mondo).

La ragione e' molto semplice: in quella parte dell'Europa hanno bisogno di far entrare più luce possibile, per mancanza di quella naturale per almeno otto mesi all'anno; da noi e' l'inverso, troppa luce impedisce agli espositori di realizzare scenografie idonee aiutandosi con il gioco generato dalle luci artificiali.

Parimenti, le ampie vetrate in una fiera posizionata nell'area mediterranea implica una climatizzazione ad alta resa. Infatti, a Mondo Natura si sudava e per trovare refrigerio, bisognava uscire dai padiglioni, ossia si otteneva l'effetto contrario a quello desiderato. E poi tra i padiglioni opposti ci sono le vasche d'acqua, belle, magnifiche ma controproducenti. Parlando con molti visitatori abbiamo notato una unanimità nell'affermare che distraevano dalla visita. Pensate, una famiglia si trova in uno stand e si accorge che di fronte ce ne e' uno che vorrebbe vedere; bene, per colpa delle vasche, e' costretta ad effettuare un percorso a U, nel corso del quale il bambino deve andare alla toilette, la moglie vuole mangiare un panino e via discorrendo. Ci si distrae di continuo e alla fine ci si ritrova la sera con le caviglie gonfie e la certezza di essersi persi parecchio.

La fiera di Rimini, come già osservato nelle nostre pagine da Paola Mompellio (leggasi L'Opinione), e' piuttosto un centro polifunzionale, perfetto per ospitare il prossimo meeting di Comunione e Liberazione, ad esempio, e non certo la piu' importante fiera del nostro settore.

Ma continuiamo cosi', facciamoci del male. Noi, che ci reputiamo professionisti seri e crediamo che i nostri lettori meritino il massimo rispetto, non ci prestiamo a questo giochetto e l'anno prossimo saremo presenti alla fiera se, e solo se, si svolgera' a Parma o in qualsivoglia localita' tale che non tagli l'Italia in due.

Meglio, molto meglio Parma. Cari lettori che ci seguite a migliaia giornalmente, siamo sicuri che apprezzerete questa scelta di serieta' e di rispetto nei vostri confronti, anche perche' visti i prezzi assolutamente incredibili di tutto quanto verte sulla fiera romagnola, dal biglietto d'ingresso ai costi per il parcheggio, ai panini, non possiamo renderci complici della vostra debacle economica. I soldi sono una cosa seria e vanno trattati con rispetto.

Arrivederci, dunque alla prossima Bit a Milano, al Caravan Salon a Duesseldorf o a Parma, in nome e per conto vostro porteremo avanti questa istanza, fino in fondo, assieme a tutti quegli operatori di settore che decideranno di percorrere questa strada e che sappiamo gia' ora essere la maggioranza.




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