“I governi rubano, per poi spendere, il denaro degli altri senza pensarci due volte. Fanno comparire dal nulla come per magia il denaro, rubano i guadagni futuri delle generazioni che ancora non sono nate e creano barriere alla crescita reale. Tutto si sta svolgendo esattamente come è già accaduto così tante volte nella storia:
1. Una nazione cresce e si arricchisce basandosi su solidi principi e sul duro lavoro delle prime generazioni.
2. Alla fine, essere ricchi diventa un’aspettativa naturale… un diritto, piuttosto che un obiettivo da raggiungere con il duro lavoro.
3. Una nazione comincia a vivere al di sopra dei propri mezzi per mantenere uno standard di vita alto senza duro lavoro, basando la sua credibilità sullo scambio della produzione di domani con il consumo di oggi.
4. Vivere al di sopra dei propri mezzi alla fine diventa insostenibile. Il governo inizia prima lentamente e poi velocemente a svalutare la sua moneta.
5. Il mercato (come le persone) finalmente apre gli occhi sulla frode perpetrata.
6. Alla repressione finanziaria di solito seguono tasse alte, che danneggiano la produttività, tasse sulla proprietà degli immobili, che danneggiano i risparmiatori, etc.
7. Segue la fuga dei capitali. Le persone prendono i propri soldi e scappano.
8. Il governo implementa i controlli sui capitali, sui confini, sui prezzi e sui salari e fa tutto quello che può per mantenere lo status quo. Le persone capiscono a servizio di chi è davvero la polizia.
9. La resa (default) è l’ultima fase: il sistema si resetta e si ricomincia da capo.
Qui non c’è niente di nuovo. Dalla Terza Dinastia di Ur (2000 a C) alla Venezia medievale, alle storie famose di Roma e dell’Impero Ottomano, il mondo è pieno di monumenti alla grandezza passata di civiltà cadute. Stiamo assistendo allo stesso schema in opera adesso.”
Beh, si spera di esserci leggermente evoluti rispetto alla Dinastia di Ur, ma le fasi evolutive (o involutive) di una società risuonano con alcune cose che vedo accadere proprio adesso.



































Sono completamente d’accordo con l’analisi di cui sopra, vorrei sottolineare il punto 3, dove la nazione ecc…., la nazione siamo noi , ma presa per ogni singolo cittadino, non penso abbia sprecato tanto da “dilapidare ” i sacrifici di 7 generazioni passate, perchè è ver che andando in giro per la nostra nazione incontriamo monumenti alla grandezza passata, ma ora gli unici monumenti che possiamo ostentare sono le faccie di tutti quelli che abbiamo messo al governo negli ultimi 40/50 anni, i quali per rafforzare le loro posizioni hanno creato illusioni e sperperi a danno delle generzioni presenti e future.
ADESSO BASTA!!!!
E’ arrivata l’ora che ognuno di noi, forte della sua consapevolezza, faccia un qualcosa per futuro dei propri figli, non aspettiamo che ci pensano “loro”, loro pensano ai propri non a quelli della patria….Trota insegna!!
Condivido quanto esposto da Ceccotti,ma vorrei ricordare che al di sopra di tutto c’è l’uomo ,la persona in grado di decidere tutto.Ci troviamo e ci ritroveremo come nel passato a decidere ed a fare quello che è il solo interesse personale e non quello della comunità o dell’eguaglianza o della imparziabilità nelle scelte.Assistiamo ,anzi assisto,ogni giorno a queste meschinità anche nel campo specifico del tempo libero dove uomini e società si nascondono,si ecclissano pur di non riconoscere errori o quantomeno di prestare assistenza in garanzia e parlo di società quotate.Siamo arrivati ad un punto di non ritorno ma questo lo ha voluto l’uomo.La consapevolezza di fare qualcosa per il futuro è una utopia se non cambia l’uomo,il trota ci insegna che i loro fratelli dell’allegra brigata sono ancora lì.