Morto Giuseppe Zamberletti e la distruzione del comparto roulotte

Morto Giuseppe Zamberletti e la distruzione del comparto roulotte

di Luca Stella

E’ morto Giuseppe Zamberletti. La cronaca e la retorica, che immancabilmente segue a eventi tragici come la morte, stanno raccontando tutto di questo grande statista, politico della Democrazia Cristiana e già Ministro, considerato a ragione il padre putativo della Protezione Civile.

Per noi, rimane colui che ha distrutto, in Italia, il comparto roulotte, o caravan che dir si voglia. Merito delle sue scelte folli di requisire ai privati le roulotte per darle ai terremotati, arrecando così gravi danni economici sia ai poveri proprietari di caravan, che ai terremotati e al comparto che, di fatto, scomparì.

Dunque per amore di onestà e di verità, esprimiamo cordoglio alla famiglia per la perdita del suo caro, ma non possiamo dimenticare le migliaia di disoccupati, un intero comparto annientati, chiusura di importanti realtà, di un numero clamoroso di concessionari e anche di suicidi.

Certo, bisognava dare una risposta ai terremotati. Che c’era, era lì a portata di mano, semplice, ancora più veloce, economica e migliore; ma non fu scelta.

Vediamo con questo video di raccontare:

4 comments

Caro Luca Stella, io sono uno di quelli che ha lavorato con Zamberletti nel soccorso ai terremotati ed alla ricostruzione del Friùli; chi non vi ha partecipato non può nè capire nè parlare senza una precisa conoscenza del problema; il requisire le caravan, anche la mia (poi però usata da me quale operatore nel soccorso e ricostruzione) è stata una misura necessaria perchè alle porte dell’ inverno, dopo la scossa del 25 settembre che aveva dato il colpo di grazia a ciò che era rimasto dopo il 6 di maggio le persone non potevano (siamo in montagna) rimanere in campi tendati ed era necessario offrire un riparo sia pur provvisorio per evitare l’abbandono quasi totale di tantissime località colpite e far rinascere !NB! in tempo BREVISSIMO le infrastrutture necessarie a far risorgere il Friùli. Un successo così clamoroso di ricostruzione praticamente totale, nonostante la “lezione” data da Zamberletti, negli eventi sismici successivi accaduti in Italia non si è più verificata, quindi onore al merito !!!!! Era una persona capace di prendere le decisioni giuste al momento giusto. Probabilmente non sai che il Caravan Club di Gorizia tramite il concessionario Ezio Riosa si è autotassato per acquistare delle caravan da posizionare poi nei posti che ne avevano più necessità ed una caravan di proprietà di un Socio è stata utilizzata per quasi 1 anno sulla vetta del monte Bernadia quale ponte radio e di coordinamento perchè TUTTO era saltato ed era l’ unico modo per raggiungere anche le località più isolate. Ricordo le parole di un ammiraglio quando ottenni la patente nautica internazionale: “si ricordi che in quaunque situazione lei si possa trovare ci sarà sempre qualcuno che non c’era che le dirà cosa avrebbe dovuto fare…” Caro Luca Stella, hai perso un’ ottima occasione per stare zitto.

Signor Claudio Galliani, vede, io non parlo mai a vanvera. Quando scrivo o intervengo è perché ho dati, numeri, riscontri oggettivi; in questo caso perfino testimonianze dirette.

Le prove ci dicono che si poteva agire diversamente.

I produttori di case mobili erano pronti a fornirle in numero adeguato e con una tempistica veloce, certamente più veloce di quella usata per requisire con la violenza, perché la requisizione è questo, le roulotte a povera gente per poi darle ai poveri terremotati. E questo è un fatto.

Il costo? Quasi nullo visto che l’operazione sarebbe stata predisposta attraverso un lease-back coperto proprio dalle aziende che così avrebbero proseguito nel mantenere un comparto primo in Europa quale era in quel momento. E questo è un fatto.

Invece si è preferito agire come nei regimi del socialismo reale con la conseguenza, e i numeri sono lì a testimoniarlo, di vedere un comparto crollare nel volgere di pochi giorni (giorni!) dalle 38mila caravan immatricolate a nemmeno 5mila e anche questo è un fatto.

Come mai si è dunque scelto la strada della violenza per fornire roulotte usate, quando si era pronti a fornire case mobili nuove, in tempi più celeri e con costi nulli?

Bella domanda, a cui Lei non risponde se non chiudere con una invettiva nei miei confronti. Pazienza, me ne farò una ragione.

Caro Luca,
Accostare la scomparsa di Zamberletti alla distruzione del comparto roulotte, sinceramente, mi sembra una forzatura. Infatti, collegare le misure emergenziali a favore della popolazione sopravvissuta al fatto che potevano essere fatte scelte commerciali diverse dall’utilizzo delle roulotte usate, mi sembrano argomenti non paragonabili.
Anch’io come Claudio Galliani, ho avuto l’avventura e l’onore di stare vicino a Zamberletti durante molte emergenze italiane, la prima delle quali , per me, fu proprio il terremoto dell’Irpinia e so quanto gli costava prendere decisioni impopolari, ma opportune.
La straordinaria figura di Zamberletti mi ha accompagnato per i quasi quaranta anni di cui mi occupo di Protezione Civile. Il mio servizio, che continuo a svolgere da allora, oggi come Responsabile nazionale operativo degli Architetti Italiani nelle emergenze, è costantemente ispirato alla sua filosofia.
Sulla vicenda delle caravan in Irpinia, ricordo la corsa dei Sindaci ad acquistare roulotte da destinare ai terremotati e le disfunzioni incontrate dagli operatori nella consegna ai veri destinatari.
Le Roulotte, come le tende, i containers, i prefabbricati, ma anche le seconde case e gli alberghi furono indistintamente impiegati a fornire conforto alle popolazioni colpite da lutti e distruzioni in pieno inverno.
Non credo che si potesse prevedere la scomparsa di qualcuno dei comparti di cui sopra, anzi, le industrie produttrici di questi beni, per certi versi, potevano e forse dovevano avvantaggiarsi da questa consistente domanda.
Comunque mi piace riportare tra virgolette quanto lo stesso Zamberletti ebbe a dire a proposito, dopo il terremoto del Friuli.
“Requisimmo fino al marzo dell’anno dopo tutte le case di villeggiatura, riconoscendo ai proprietari un affitto deciso dall’ufficio erariale. Negli appartamenti sistemammo le famiglie, distribuendole in dipartimenti in modo da tenere vicini gli abitanti dello stesso Comune e le scolaresche. Gli anziani non autosufficienti furono invece ospitati negli alberghi, che ricevevano una retta a persona”. Ci fu poi chi non chiese aiuto e preferì pagare di tasca sua. Ma serviva una soluzione anche per gli agricoltori e allevatori, i tecnici e tutte le 15mila persone che per lavoro non potevano spostarsi dalle zone terremotate. “Pensai alle roulotte, ma il ministro delle Finanze mi aveva chiesto di cercare di ridurre le spese e in fondo sarebbero state usate solo per qualche mese. Allora chiesi ai prefetti di tutta Italia di requisire tutte le roulotte non utilizzate. Ne arrivarono in Friuli più di 5mila, in colonne guidate dai presidenti delle Regioni. Fui sommerso dalle critiche, avevo contro tutti. Ma a marzo, quando le radunammo a Campoformido per restituirle, i proprietari le trovarono in perfette condizioni. E in ognuna i terremotati avevano lasciato un mazzo di fiori“.
Ciao,
Pasquale Zaffina

Stimatissimo Presidente,

come al signor Galliani, anche a te ripeto che i fatti sono fatti. Senza nulla togliere ai meriti di Zamberletti, però nel merito della questione roulotte, i fatti dicono che:

1) i costruttori di case mobili erano pronti a fornirle, senza alcun aggravio per le casse del Stato, trasporto incluso, garantendo una tempistica inferiore a quella necessaria a requisire le caravan ma venne rifiutata la proposta e questo è un fatto

2) il Ministro dell’Industria, Donat Cattin, fino all’ultimo scongiurò Zamberletti di rinunciare all’idea di requisire le roulotte per il disastro che sarebbe incorso in quel mercato e facendo presente che c’era l’opzione case mobili ma non se ne tenne conto. E anche questo è un fatto, non solo ma a testimoniarlo c’è la diretta testimonianza dello Zamberletti che, in un video, lo racconta divertito

3) l’anno successivo il mercato delle roulotte in Italia e solo in Italia, unicamente in Italia, conformemente a quanto aveva previsto il Ministro dell’industria, Donat Cattin, passò dalle 38mila unità immatricolate a nemmeno 5mila e da allora non si è più ripreso e anche questo è un fatto.

4) la questione della consegna delle caravan a Campoformido sappiamo tutti che è una balla colossale, visto che furono veramente ben poche quelle riconsegnate e ancora in grado di stare in piedi da sole e questo, non prendiamoci in giro, lo sappiamo tutti perché un conto è usarle sporadicamente da turisti itineranti, un altro viverci per mesi, da terremotati, senza alcuna cultura sull’uso, visto che erano ben più gravi i problemi che i terremotati hanno e che questa sia una bufala è testimoniato anche dall’associazione che venne creata all’indomani della consegna di Campoformido proprio da coloro che si ritennero danneggiati dalla gestione e anche questo è un fatto

5) domandiamoci invece perché pur nella possibilità di avere case mobili nuove, a costo zero e in tempo veloce, si preferì un atto stalinista, come la requisizione delle caravan che implicò danni economici per coloro che l’avevano acquistata e arrecando un disagio per chi ci ha dovuto vivere lì rispetto a una casa mobile nuova, casa mobile, ripeto, che sarebbe pure arrivata prima. Domandiamocelo.

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