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Le Stelle stanno a guardare |
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Pubblicato da Redazione
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martedì 24 novembre 2009 |
di Beppe Tassone
A volte ha dell’incredibile, a volte si fatica a credere che non si tratti di un film: la crisi del turismo avanza, certi settori segnano il passo, molti imprenditori sono costretti a limitare l’attività ed a diminuire il numero degli addetti, ma si resta fermi al palo e non ci s’industria a cercare strade nuove che potrebbero aiutare a superare l’attuale contingenza.
Così, se da un lato un noto quotidiano, diffuso in Liguria, dedica inchieste agli hotel con bilanci in rosso ed al calo delle presenze organizzate, dall’altro, annuncia le decisioni di alcuni sindaci di intervenire per limitare o disincentivare le presenze dei turisti itineranti.
La questione è sicuramente più complessa e prende lo spunto dalla necessità, certamente legittima, sottolineata da molti amministratori locali di assicurare al proprio territorio una migliore vivibilità.
Di qui il tentativo di allontanare il traffico dai centri storici, di limitare, nella durata soprattutto, la sosta dei veicoli e di pedonalizzare il più possibili le aree maggiormente frequentate.
Atteggiamenti legittimi, anzi più che meritori: quella che viene a mancare è una visione complessiva dei bisogni e la capacità di immaginare, nella redazione degli strumenti urbanistici e nella gestione della quotidianità, delle soluzioni idonee a compenetrare la qualità della vita con la necessità di assicurare sviluppo al territorio.
Il risultato che ne deriva è di una chiusura a riccio invece di un’apertura al nuovo, di un passo indietro piuttosto che di un balzo verso il futuro.
Diametralmente opposto quanto sta avvenendo in altre Nazioni europee che, affacciandosi pure loro sul Bacino del Mediterraneo, adottano strumenti idonei ad incentivare le presenze turistiche.
Le prolungate chiusure dei campeggi in Italia ed il numero ancora ridotto di aree di sosta denotano, infatti, una pericolosa in cultura ed una cattiva conoscenza su quelli che sono i nuovi atteggiamenti che denotano la fruizione del tempo libero.
Se un tempo le vacanze erano intese soprattutto come presenze massicce nei due mesi centrali dell’estate, ora il tempo libero è una questione che riguarda tutto l’arco dei dodici mesi, sia per l’innalzamento dell’età media delle persone, sia per la facilità di spostamenti che mette in gioco anche i cittadini del Nord Europa abituati a turnare le ferie in mesi diversi.
Quali risposte sta dando il nostro Paese a queste esigenze?
Come si sono attrezzati gli imprenditori di fronte a richieste che piovono anche in mesi che un tempo non venivano nemmeno presi in considerazione?
Basta fare una prova: inviare qualche decina di mail per posta elettronica a campeggi italiani e stranieri per chiedere informazioni sull’apertura e sui costi della struttura.
Il risultato è scontato: dall’estero giungeranno risposte, le mail italiane per lo più torneranno indietro perché la struttura è chiusa e la casella di posta elettronica ormai colma.
Risultato: il turista si rivolge verso altre nazioni, attira altri conoscenti in quella scelta e la clientela se ne va verso altre località con danni economici crescenti.
Così come l’assenza di sistemi turisti i integrati col territorio contribuisce a non incentivare le presenza: quanti sono i comuni Italiani che sono stati in grado di impiantare una rete in grado di mettere a disposizione tutte le attività produttive, enogastronomiche e culturali così da invogliare il turista ad aumentare i giorni di presenza?
Perché l’aumento dei gettiti si concretizza in due maniere: o aumentando il numero dei presenti o aumentando i giorni di presenza delle stesse persone, col risultato di non incidere sui flussi di traffico, ma di ottenere ugualmente benefici economici.
Capirlo sarebbe già importante, ma occorre passare con celerità dalle parole ai fatti.
I comuni, in questo senso, devono posizionarsi in prima linea organizzando il territorio e non limitandosi solo ad usare la leva dei divieti, come avviene per lo più oggi.
L’impressione, per mutuare un libro di Cronin, è che non ci sia molto da fare…le stelle stanno a guardare, d’accordo, ma un proverbio dice anche “aiutati che il ciel t’aiuta”.
Tenerne conto sarebbe già importante…ma questo è il momento di agire.
Una persona ha lasciato un commento 1. campeggi fuori stagioneDaniele Ceccotti, UnregisteredGrazie al signor Tassone, vorrei che da questo sito si facesse un'azione di censimento dei campeggi che DESIDERANO accogliere camper sia in quanto tali, sia fuori stagione. E' possibile? Ne daremo volentieri nota ai clienti esteri McRent attraverso i nostri centri prenotazione. Grazie Posted 24/11/2009 ; 10:53:02 |
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