Se le statistiche dicono il contrario…

statistiche

di Luca Stella

Una riflessione mi viene suggerita da una canzone che stavo ascoltando. E’ di Maxi B, un cantante di un certo successo in Italia e la canzone è intitolata “Dammi il tuo numero“.

L’incipit è interessante:
4 oggi contano i numeri/
3 e se non faccio numeri/
2 sono solo un numero/
1, naaaaa io sono il numero zero…“.

Interessante perché la bulimia dei numeri rischia di portare ad effetti ridicoli.

Giorni fa parlando al telefono con l’ottima responsabile marketing di una grande aziend adi settore, mi diceva che a furia di acquistare “like” per Facebook e visualizzazioni per YouTube più di uno ha esagerato e ci si ritrova con video di settore che stanno ottenendo performance superiori all’ultimo successo di Madonna; ovvero tecnicamente impossibile. Per non parlare poi della figuretta relativa, visto che poi gli elenchi delle aziende clienti dei fornitori di numeri circolano tra gli addetti ai lavori.

Del resto la richiesta ossessiva dei numeri giunge soprattutto da chi di numeri non ne capisce nulla.

Prova ne sia la recente indagine europea sulla percentualedi persone che guardano la televisione.
Lo schema lo riportiamo fedelmente. In rosso le nazioni dove si vede più televisione, in blu dove se ne vede abbastanza e in azzurro dove se ne vede poca. E sapete il risultato di tutto ciò?

Il risultato è che la pubblicità funziona là dove si vede poca televisione. Ovvero il contrario di quello che uno potrebbe pensare.

E concludiamo con l’attacco del ritornello della canzone di Maxi B:

“…Dammi il tuo numero subito
e sta notte siamo i numeri uno…”.

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