le bianche scogliere di Dover

le bianche scogliere di Dover

di Luca Stella

Le bianche scogliere di Dover non sono solo uno spettacolo naturale ma un ideale confine tra un mondo e un modello di vita, quello dell’Europa continentale e quello del Regno di Sua Maestà per antonomasia.

Proprio oggi, in Italia, esce per i tipi di Mondadori il libro di Anthony McCarten da cui è tratto il film con Gary Oldman. Nel maggio 1940 molti a Londra spingevano per la pace. Ma il premier la spuntò. Per il Regno Unito quello fu il momento più difficile nel corso dell’intera Seconda guerra mondiale.

A provocare la crisi del governo britannico presieduto dal conservatore Arthur Neville Chamberlain fu, ai primi di maggio del 1940, lo sfondamento della Germania hitleriana in Norvegia e la fuga dei soldati inglesi dal porto di Trondheim.

La campagna norvegese presentò così un conto salato all’isola di Albione, ben 1.800 soldati, una portaerei, due incrociatori, sette cacciatorpediniere e un sottomarino.

Fu l’inizio del mese più brutto della storia britannica e dell’Europa intera, che si sarebbe concluso con la caduta della Francia in mano nazista e con la drammatica evacuazione di oltre 300 mila soldati britannici da Dunkerque.

Proprio il libro di Anthony McCarten, edito da Mondadori, “L’ora più buia” descrive, sulla base di una ricchissima documentazione, i momenti in cui il nostro continente rischiò di cadere per sempre sotto il dominio tedesco.

In quel momento Winston Churchill veniva irriso, considerato un egocentrico, un voltagabbana, un mezzo-americano. Molti inglesi e la stampa europea lo definiva “era militante di una sola causa: se stesso.

Per comprendere bene i fatti di allora (ma identico animo, articoli giornalistici e pensieri si sono potuti leggere e ascoltare sulla questione Brexit, non cambiando nemmeno una virgola). bisogna ricordare a chi non ha memoria o non ha studiato, ma parla e si fa una opinione da ignorante (ossia che ignora), il prescelto per la successione era stato designato a furor di popolo in Edward Wood.

Lord Halifax era già stato viceré in India e in quel momento era Ministro degli Esteri in sostituzione di Anthony Eden, fatto fuori nel 1938 in quanto nemico della pacificazione con Hitler.

Lord Halifax era un grande fautore della politica di appeasement, cioè di amicizia con la Germania hitleriana.

Addirittura nel 1937 accolse l’invito di Hermann Goering a una battuta di caccia in Germania e nell’occasione incontrò anche Hitler, che la prima volta non riconobbe, scambiandolo per un maggiordomo cui affidò la giacca da caccia. Ne fu ammaliato.

Si complimentò davanti a tutti con Hitler, cui riconobbe di aver reso grandi servigi alla Germania e precisò: “se in Inghilterra l’opinione pubblica si era dimostrata critica, in parte dipendeva dal fatto che il popolo inglese non era del tutto consapevole” dei meriti di Hitler (identica riflessione fatta tre giorni dopo il risultato sulla Brexit da parte di un esponente politico britannico).

Scrisse poi un appunto a Eden (contrario all’incontro) in cui rivelava di aver discusso con Hitler delle “modifiche dell’assetto europeo che avrebbero potuto verificarsi con il tempo“. Aggiungendo che “nazionalismo e razzismo sono una forza straordinaria, suppongo che, al loro posto, la penseremmo allo stesso modo“.

Il popolo britannico“, questo il suo pensiero sull’annessione austriaca, “non acconsentirebbe mai a entrare in guerra perché due Paesi tedeschi hanno deciso di fondersi.

Poi, arrivò Churchill con il famoso discorso del “sangue, lacrime e sudore” e tutto cambiò, compresa anche la Storia dell’Europa.

Quando si passa dalle bianche scogliere di Dover non si può non pensare che, comunque la si pensi, la Storia insegna che ciò che accade in Gran Bretagna segna poi, in positivo, tutto il Continente europeo.

Ecco perché quelle scogliere fanno sempre palpitare il cuore.

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