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Fuori le palle |
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Pubblicato da Redazione
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mercoledì 05 agosto 2009 |
di Luca Stella
“Non ho mai sopportato i giornalisti che in pensione si mettono a scrivere libri spiegando cosa è accaduto in passato” ad esprimere questo pensiero è Lorenzo Marchini, capo ufficio stampa di CarraraFiere ma anche giornalista di lungo corso, consigliere di amministrazione di un importante istituto bancario nazionale ed esponente politico di una delle rare formazioni che in Lunigiana raccolgono un numero di voti percentualmente a due cifre.
L’occasione è Tourt.it edizione 2008 e mi sta spiegando perché gli piace il mio libro che ho appena presentato in pubblico.
“Tutti a spiegarti dopo come sono andate le cose, ma al momento tutti zitti. Quando c’è da parlare, da alzare la mano, muti. Poi arrivati all’età della pensione, ecco che allora ti spiegano tutto, per filo e per segno. Troppo comodo. Tu invece ti sei preso un bel rischio. Sei uno con le palle, uno di quelli che alza la mano e propone una soluzione”.
Inutile dire che le parole di Lorenzo Marchini mi hanno fatto piacere, sia per l’aver centrato il fatto che quando le cose non girano è un obbligo etico e morale offrire chiavi di lettura e proporre soluzioni, sia perché lui non è uno che si nasconde dietro a una foglia di fico. Quando con il senatore Del Pennino presentammo proprio a Carrara il nostro disegno di legge, fu Lorenzo Marchini a dirmi perché qualcuno (e mi disse anche chi) lo avrebbe affossato e così fu.
Oggi assisitamo quotidianamente alla pubblicità di Wind in televisione con la bella Chateau protagonista e viene subito da fare il paragone con la pubblicità di Anfia-Apc, di cui non cisiamo accorti. Che differenza… E non è questione di soldi, si badi. Quando le cose vanno bene basta anche un cretino, quando vanno male, sono i cervelli che vincono, non i soldi e presto, come annunciato ieri, ne avremo la dimostrazione pratica di come fare comunicazione vincente e clamorosa, nel nostro settore, per il bene del nostro settore e senza spendere soldi.
Se avessimo proposto una caravan alla Wind per il suo spot, non ci avrebbe chiesto soldi, ma avrebbe ascoltato la proposta. Per fortuna nessuno lo ha chiesto anche perché, stupidamente, vuoi che non proponessero un bel camper? Così da dimostrare quanto e come di comunicazione in questo settore ci sia gente che è all’analfabetismo?
Si dice che stiamo vivendo un periodo di crisi. Io ho sempre detto e continuo a sostenere che la crisi c’è ma in altri settore e nel nostro in altre nazioni. Da noi stiamo vivendo una modificazione strutturale. Ma crisi o modificazione che sia, una cosa è certa, una volta usciti, come sempre accade in qualsiasi ambito, in qualunque parte del mondo, nulla sarà più come prima. Perché le crisi e le modificazioni strutturali servono a questo, a cambiare il paesaggio in cui si vive e si opera.
E allora, adesso basta spendere soldi in pubblicità sbagliate perché fatte per una platea che non c’è più, basta credere che il segmento camper potrà tornare come un tempo perché sono cambiate completamente le condizioni, basta soprattutto con i personaggi “di prima”.
Non esistono persone giuste per ogni stagione, esistono persone giuste a seconda delle stagioni. In questa abbiamo bisogno di gente cazzuta, tosta, di persone che abbiamo il coraggio di tirar fuori soluzioni, esprimere pareri, indicare vie d’uscita.
Il “politico” in questa fase non solo non serve ma addirittura è deleterio, è colui che per rimanere attaccato alla sua poltroncina (evidentemente ha unvita così misera che non ha altro), è disposto a sfasciare tutto.
No. Qui servono uomini veri, soluzioni vere. Non servono persone con applaudenti al seguito. Servono conducator, generali anche senza esercito; meglio anzi se non ce l'hanno. Persone con il coraggio delle proprie idee, pronte a mettersi in gioco.
Lo sappiamo tutti o almeno spero in molti, uscire da questa situazione è cosa veloce e facile. Purtroppo non tutti coloro che sono al vertice del nostro settore lo hanno capito o sono in grado di capirlo. Non perché scemi ma perché figli di una stagione diversa.
Se qualcuno ha le palle, è il momento di tirarle fuori. E per chi non le ha, poco male, non c’è bisogno nemmeno di chiedergli di spostarsi, saranno gli eventi ad allontanarlo via da noi. Per sempre. Tirare fuori adesso le palle significa soltanto stare dalla parte dichi sta vincendo perché, ovvio, in questo momento c'è chi vince.
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