Convegno FAITA FederCamping Sardegna i commenti

Convegno FAITA FederCamping Sardegna i commenti

Abbiamo pubblicato (qui) giorni fa il comunicato stampa ufficiale di chiusura del convegno dal titolo Campeggi e villaggi all’aria aperta: una grande opportunità per il turismo sardo.

Come capita sovente, vi sono Autorità del comparto, ma anche Illustri del mondo Accademico e Politico che hanno inteso commentare l’avvenimento.

Ecco le dichiarazioni pervenute:

Marzia Cilloccu, Assessore al Turismo del Comune di Cagliari

Sono pienamente convinta che il settore del turismo all’aria aperta abbia assunto una valenza molto importante per il nostro territorio. I campeggi cambiano e crescono e non sono più solo tende e camper ma anche soluzioni nuove, come quella del “Glamping” di cui si parla molto ultimamente. Ma il campeggio è soprattutto un modo per far conoscere ai turisti, italiani e stranieri, le eccellenze del nostro territorio, siano esse le spiagge, la natura, i tesori culturali o la qualità enogastronomica. A Cagliari stiamo lanciando un progetto molto innovativo, dedicando ai camping l’area di Via San Paolo che sarà interconnessa al centro cittadino e all’hinterland con una rete di piste ciclabili. Un progetto di valorizzazione dei quartieri periferici che punta ad attrarre chi nel campeggio apprezza soprattutto la sostenibilità ambientale.

Ivan Perriera, Presidente U.C.A. – Unione Club Amici

Ho letto con molto interesse del Convegno FAITA tenutosi a Cagliari e ho apprezzato gli interventi dei relatori ospiti.
La mia prima sensazione è stata di dispiacere per non esserci stato, per non aver letto (mia disattenzione?) o per non aver ricevuto un invito a partecipare all’incontro, che mai avrei perso,  per poter portare “la voce” dei consumatori che utilizzano le vostre strutture.
Il turismo, diceva il mio caro amico Claudio Nardocci, ex presidente nazionale UNPLI, è come i rotoli dei gioiellieri che contengono diversi oggetti di valore (collane, bracciali, anelli, orecchini, ecc.) e tutte insieme rappresentano la ricchezza di un intero comparto. Così, il turismo, nel suo intero complesso (alberghiero, villaggi e campeggi, religioso, ecc.), ricopre un ruolo strategico, di grande importanza per la nostra nazione, solo se rappresentato nella sua interezza.

Il turismo itinerante, così come si legge dai vostri dati, è in continua crescita e merita di essere monitorato con attenzione proprio perché rappresenta un’importante sostegno da sfruttare, soprattutto, nei periodi di bassa e media stagione quando, cioè, non arrivano gli altri turisti che prediligono l’alta, o altissima, stagione.
Proprio su questo punto avrei posto alla vostra attenzione le mie precedenti esperienze di viaggi organizzati in Sardegna con diversi camper, nei periodi di Pasqua (2016) e fine settembre/ottobre (2017). In entrambi le occasioni ho avuto serie difficoltà nel trovare campeggi aperti o ho dovuto assistere allo svuotamento di un campeggio a Sant’Antioco (pieno in ogni ordine di posto) solo perché era stato deciso di chiudere il 30 settembre. Proprio quando il turista in camper potrebbe essere incentivato ad aumentare le presenze sul territorio e proprio quando la Sardegna si offre nel suo massimo splendore climatico, senza confusione o pienoni estivi.
Avrei sottolineato che non sfruttare queste potenzialità, proprie  del turismo in camper, è un controsenso  sul quale Faita dovrebbe intervenire con attività di promozione specifiche.

I tanti turisti, non solo italiani, che girano per le nostre strade nei periodi di bassa e media stagione incontrano notevoli difficoltà a trovare strutture aperte su tutto il territorio nazionale se non “aree di fortuna”, magari poco sicure o con pochi, quando non completamente inesistenti, servizi.

Dovremmo promuovere insieme, voi come FAITA e noi come Federazioni dei consumatori, delle promozioni per questi periodi, magari con i “campeggi di turno” che possano offrire i servizi necessari, con l’obiettivo di destagionalizzare il flusso dei turisti, portando ricchezza nei territori, anche lontano dalle ferie di massa.
Chiudo, auspicando che il Presidente Vianello voglia informarci ogni qualvolta si organizzino convegni così importanti e ricchi di argomenti come quello appena svolto”.

Stefano Landi, Presidente SL&A turismo e territorio, docente Università Luiss Guido Carli

L’offerta turistica, sia ricettiva che di servizi, si trova di continuo a fronteggiare cambiamenti di domanda, di tecnologie, di competizione e competitori. Un po’ ovunque le forme tradizionali di vacanza, che si identificavano con la villeggiatura, trovano evoluzioni in direzioni diverse e talvolta inaspettate: abbiamo cominciato ad esempio con le vacanze multiple e motivazionali, poi abbiamo conosciuto le micro-vacanze, adesso siamo pienamente all’interno delle vacanze esperienziali. La questione è che cambiano costantemente i gusti e le passioni, più velocemente di quanto riescano il più delle volte a fare le imprese. Campeggi e villaggi sardi, in questo senso, hanno un grande spazio di crescita, e sono quindi chiamati a ricoprire un ruolo diverso da quello di semplici fornitori di spazio attrezzato. Ad una domanda di sostenibilità, di esperienze, di mobilità “green”, si deve rispondere con proposte adeguate per offrire sempre più soddisfazione e fedeltà”.

Terzo Martinetti, Vice Presidente FAITA Emilia Romagna – Direttore Cesenatico Camping Village

L’offerta dei campeggi e dei villaggi rappresenta un valore aggiunto per tutto il comparto turistico. La concorrenza tra hotel e campeggi esiste in linea teorica, nella pratica lo si ritrova solamente per una quota marginale dei soggiorni. La chiave di volta è incrementare in quantità e qualità il numero dei clienti e delle presenze. Lo si fa promuovendo la destinazione, le sue offerte di balneazione, di storia, di cultura, di gastronomia, di attività sportive; incrementando la qualità dei soggiorni, con alloggi nuovi ed innovativi quali casemobili e case tenda emozionali; l’attenzione ai servizi per la clientela deve essere spasmodica, il cliente è l’investimento migliore per il futuro dell’azienda; con un’intensa politica di promozione e di vendita: la nostra esperienza, in due camping village a Cesenatico, ci porta a vendere 5.000 settimane di vacanze in case mobili all’anno, 15.000 settimane in piazzole, ad avere 800.000 presenze annue, con 6.000 presenze al giorno e con casemobili occupate per 16 settimane all’anno in media. Per farlo promuoviamo un sito web, che produce 30.000 email univoche all’anno (100 al giorno) e contattiamo i turisti con 40.000 telefonate (tra ricevute ed effettuate). In Sardegna è necessario migliorare la rete dei trasporti ed anche in questo caso il futuro sarà migliore se hotel, campeggi, villaggi, extra alberghiero, opereranno per incrementare i viaggi. Avendone tutti dei benefici proporzionali”.

Prof. Carlo Marcetti, docente di Politiche per il Turismo – Università di Sassari

Una lettura delle caratteristiche dell’offerta ricettiva nell’isola e delle sue più recenti evoluzioni ci appare utile per coglierne le dinamiche, le reattività e le capacità di interpretazione delle “esigenze” della domanda turistica. Nella ricettività soprattutto extralberghiera e nella tipologia dei campeggi sembra cercare risposte di accoglienza e di vacanza un segmento crescente del turismo all’aria aperta per il quale l’isola, nel suo patrimonio naturale, avrebbe molteplici risorse da porgere e risposte da offrire ad un visitatore mai banale e disattento, meno allineato all’accettazione di offerte vacanza di tipo standardizzato. L’offerta ricettiva della Sardegna, alberghiera ed extralberghiera, tuttavia si propone con interpretazioni e risposte differenziate, probabilmente più rispondenti a singole scelte di microcosmi aziendali piuttosto che a ragionate valutazioni ed orientamenti di sviluppo del sistema turistico. Soluzioni deboli ai fini dell’intercettazione della domanda interna ed internazionale. Una domanda i cui elementi caratterizzanti si evolvono, ancor più in questi ultimi anni, con una riconosciuta rapidità ed alla quale i soggetti pubblici e privati, che possono incidere sulle politiche dell’offerta, è necessario che diano risposte tempestive ed adeguate “rispondenti al tempo” ed al mercato che con sempre maggiori urgenze li propone e li sollecita”.   

Sebastiano Venneri, Responsabile Turismo Legambiente Nazionale

Mi sento di scommettere che la prossima sarà l’estate più “verde” di sempre, quella durante la quale si saranno vendute più vacanze a piedi, in bicicletta o in canoa, che avrà fatto registrare il boom degli agriturismi e quello delle vacanze/lavoro nelle aziende agricole biologiche, il record delle crociere in barca a vela e dei trekking in montagna. Scommettere sull’accoppiata verde e natura nel turismo in realtà significa vincere facile. I trend nazionali e internazionali del resto sono inequivocabili: cresce la curva del turismo green, mentre cala inesorabilmente quella che registra le vacanze tradizionali. Le vacanze attive non solo fanno bene a chi le pratica, ma sono utili soprattutto per il territorio. Disegnare un percorso ciclabile significa, ad esempio, creare una rete fra le infrastrutture turistiche collegate da quell’itinerario. Significa, in altri termini, fare sistema. Infine un’ultima considerazione: MIT e MIBACT hanno individuato oltre 100 immobili lungo i percorsi ciclopedonali che l’Agenzia del Demanio sta provvedendo ad affidare a cooperative di giovani perché ne facciano attività al servizio del turismo slow. Da un’idea di Paese che mirava a far cassa (pochi spiccioli…) vendendo a privati i beni pubblici si sta passando a una prospettiva di utilizzo degli stessi per creare lavoro e accompagnare lo sviluppo del turismo slow. Insomma, tutto ciò per dire che anche partendo dalle vacanze e dal turismo si può cominciare a cambiare il volto del Paese”.

Giuseppe Porcedda, Presidente EBTS-ente bilaterale turismo Sardegna

Sono molto orgoglioso di partecipare a questo importante incontro sul turismo all’aria aperta. Gli EBT sono organismi paritetici, con natura giuridica di associazione non riconosciuta e senza scopo di lucro, la cui attivazione è stata voluta dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Turismo per dare servizi ai lavoratori ed alle imprese e per lo svolgimento delle attività in materia di mercato del lavoro, formazione professionale, sicurezza sul lavoro, sostegno al reddito e apprendistato. In qualità di Presidente di EBT Sardegna rappresento oltre 4.000 aziende e 25.000 lavoratori. La maggior parte della nostra attività è diretta alla formazione, suddivisa in vari livelli: formazione di base, per lavoratori di primo ingresso, formazione media rivolta ai quadri, formazione alta, indirizzata a manager e dirigenti”.

Paolo Manca, Presidente di Federalberhi

Sono tre i pilastri su cui si poggia l’ospitalità in Sardegna, stabiliti dal testo unico approvato lo scorso anno, e tutti allo stesso modo concorrono allo sviluppo turistico di questa Regione. Le strutture ricettive all’aperto (campeggi e villaggi) rispondono alle esigenze di una fetta di visitatori (dai locali agli stranieri) che concepiscono la vacanza agganciata all’esperienza del territorio e della natura e sono complementari alle altre due gambe del turismo sardo. Così come nel settore alberghiero ed extra alberghiero, anche le attività all’aperto devono seguire un faro fondamentale se vogliono consolidarsi e crescere in un sistema di rete: la qualità dei servizi offerti e il rispetto per la filosofia di fondo che li contraddistingue, il legame con la natura e il territorio. È per questo che non si può consentire che il carico antropico, che pesa in particolare nella stagione estiva, stravolga l’essenza stessa del turismo legato ai campeggi e ne penalizzi fortemente la qualità: chi sceglie la vacanza all’aperto cerca spazio vivibile e godibile. In sostanza più qualità e servizi. Tutto ciò può essere garantito se tutti agiscono nel pieno rispetto delle regole, che devono essere uniformi per tutte le tipologie di ricettività, uniformi nei principi guida e negli obiettivi. Perché l’interesse primario di tutti gli operatori è che la Sardegna sia fruibile e appetibile nella gran parte dei mesi dell’anno e per tutti i mercati internazionali.

 Maurizio Vianello, Presidente Nazionale FAITA-FederCamping

Per allargare lo spettro della nostra clientela e per fidelizzarla occorre intervenire sull’hardware aziendale, in una parola sulla natura e qualità della nostra offerta, raffinandola e caratterizzandola, o per utilizzare un efficace anglicismo, “customerizzandola” sempre più. Senza dimenticare che al centro del nostro successo resta fissa la ragione per la quale nell’80% dei casi i nostri ospiti ci scelgono: il contatto con la natura. Sarà, pertanto, opportuno e produttivo concentrare ogni sforzo per migliorare questo specifico aspetto della nostra offerta. Una specificità che rappresenta il nostro miglior vantaggio per affrontare le sfide delle prossime stagioni turistiche. La Federazione incoraggerà questa attenzione con strumenti formativi, con incontri e seminari mirati per gli imprenditori, con strumenti di comunicazione dedicati ed attraverso iniziative più complesse quali le Campionarie di settore, la lobbying istituzionale, la promozione del mondo del turismo all’aria aperta presso segmenti specifici della domanda interna ed estera, la sensibilizzazione ed il sostegno alle Associazioni Regionali nell’ottica perseguita nell’ultimo decennio di incoraggiare e contribuire alla crescita ed alla maturazione del profilo degli imprenditori del turismo all’aria aperta italiani.

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