Caro Camperista ma che problema hai?

caro camperista

di Luca Stella

La scena si ripete sempre e non importa in quale campeggio specifico, se in riva al mare o a un lago o comunque nelle immediatezze di uno scenario naturale splendido.

E non vale a nulla dire che tutto il mondo è paese, che capita in ogni categoria, che ci siano delle mele marce. Lo sappiamo, la cosa è nota, qualche medico criminale non criminalizza l’intera categoria, qualche artigiano evasore incallito, non rende automaticamente tali tutti gli artigiani e qualche politico capace non rende automaticamente capace tutta la classe politica.

Quindi si tratta di una eccezione, ma ciò non toglie che se ne può anche parlare, in difesa soprattutto della maggioranza, che si comporta in modo differente.

Dicevamo che la scena si ripete. Una fila di piazzole in campeggio, nelle immediatezze di uno spettacolo della natura unico e irripetibile. Le piazzole sono grandi, enormi, tanto da poterci parcheggiare comodamente la nostra caravan che, ci risulta, non essere proprio di quelle compatte.
Nelle piazzole tutti si mettono in maniera tale che il lato maggiore, quello più lungo, del proprio veicolo ricreazionale sia parallelo al lato maggiore della piazzola. Un sistema che consente a tutti di godere della splendida vista.

Poi capita che giunge un camperista e si posiziona, legittimamente, nella prima piazzola ma, come si vede nella foto, in modo perpendicolare con il proprio lato maggiore al lato maggiore della piazzola (per chi non ne mastica di geometria euclidea, vedasi la foto). In questo modo nessuno su quel blocco di piazzole può più godere delle meraviglie della natura, ma solo guardare il vicino dirimpettaio.

Una domanda sorge spontenea: caro camperista, ma che problema hai? Come hai trascorso l’infanzia? Parlaci del trauma che hai subito, vediamo se possiamo fare qualcosa. O si tratta di qualcosa di più recente?

Perché mai accade, ormai sono anni di statistiche, solo con camperisti?
Perché mai nessuno con la caravan o la tenda si comporta come se fosse il solo nel campeggio?
E perché mai le rare volte che qualcuno si è azzardato a chiedere, educatamente, se fosse possibile mettersi come gli altri, la risposta è stata: “la piazzola è mia e mi metto come voglio“.

Insomma, parliamone. Certo sarà un problema la lingua, visto che la statistica annovera camperisti italiani, francesi, tedeschi, inglesi, perfino macedoni e bielorussi comportarsi in quel modo, segno evidente che non è questione di razza o popolazione. Si annoverano pure finlandesi e ungheresi, perciò non possiamo nemmeno dire che è tipico del ceppo celtico.

Non è nemmeno specifico ci una tipologia di motorizzato visto che riguarda camper puri, ma anche mansardati, semintegrali con o senza letto discendente, e integrali.

No, credo che non dobbiamo nemmeno scomodare la sociologia o Freud, temo però che ne vedremo altri.

Allora, caro camperista, libero di comportarti in modo anarchico nel novero di una comunità, come è quella che soggiorna, seppur per qualche giorno, in un camping. Sei libero di metterti come vuoi e di creare un problema a tutti gli altri. Libero, però, di chiederci anche dove si trova il gommista più vicino, quando ti accorgerai che hai non uno ma quattro pneumatici necessari di mautenzione. Più quelli di eventuali biciclette o motorini che siano.
E non chiedere il passaggio ad altri, perché, combinazione, proprio in quel momento sarà impossibile.

Con tutta la simpatia del caso, sono certo che comprenderai che alla fine, talvolta, ha ragione Mao Tze Tung: “colpirne uno, per educarne cento“.

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